Speciale tematiche
TESTI DI: Laura Crottini, Stefania Porro, Lorenza Lazzarini e Domenico Vacca
Buongiorno a tutti lettori e ben tornati sulla nostra pagina, eccovi giunti alla sesta edizione del nostro speciale dedicato alle tematiche portanti del mondo del thriller e dove le abbiamo incontrate nel nostro percorso; per chi si fosse perso l’articolo precedente potere recuperarlo a questo link .
La tematica che abbiamo indagato in questo mese è: Il Rapimento
Quella del rapimento è una delle tematiche principali nel mondo del thriller, nonché tema chiave del filone del thriller poliziesco.
Il tema del rapimento è indubbiamente in grado di creare suspence e tensione rendendo l’intero romanzo una lotta contro il tempo, testando i limiti del protagonista e le sue capacità di resilienza. Non è un tema facile da articolare poiché il perno portante dei romanzi con questa tematica e il detto-non-detto pertanto gli autori devono cimentarsi nel lasciare indizzi, ma non troppi così che il lettore sia appagato dal colpo di scena finale, quando finalmente la vittima verrà trovata e salvata; o forse no, del resto non tutti i rapimenti giungono a buon fine ed in alcuni casi sono semplicemente un espediente narrativo per spingere il protagonista oltre la linea di rottura.
I libri da noi presi in esame sono:
- “Quattro verità” di Joy Ellis
- “Scomparso” di Elisa Capano
- “Buio” di Vera Buck
Entriamo ora più nel dettaglio dei libri trattanti rapimenti da noi recentisi ultimamente.

“Quattro verità sepolte”
Nel romanzo “Quattro verità sepolte” di Joy Ellis, il tema del rapimento non viene trattato in modo spettacolare e rocambolesco come spesso succede; bensì con un approccio molto realistico.
Joy Ellis più che puntare sull’azione o sulla tensione immediata, concentra la sua storia sul lavoro della polizia e su come un caso del genere viene affrontato passo dopo passo. Il rapimento diventa quindi un elemento che serve a scavare nelle dinamiche psicologiche e investigative, creando una tensione più sottile, costruita lentamente, ma comunque efficace.
Se questo articolo della nostra Stefania vi ha incuriositi non perdetevi la nostra recensione completa a questo link.

“Scomparso”
La vicenda di “Scomparso” prende avvio dal rapimento di Sebastiano Notarnicola, di soli cinque mesi, avvenuto a Milano il 20 aprile 1978. Tutto avviene in pochi istanti ma avrà conseguenze per sempre. La sua famiglia non si darà mai pace, mentre Sebastiano cresce tranquillo e ignaro delle sue vere origini.
In questa vicenda tutto è realmente accaduto, la polizia per anni fatica a trovare piste e le indagini vanno a rilento. In “Scomparso” vengono evidenziate le difficoltà di un’epoca priva delle tecnologie odierne, come cellulari, GPS e telecamere ad ogni angolo. Il mistero sembra impossibile da risolvere finché grazie alla tenacia del Maresciallo Ferretti, che non si è mai rassegnato, qualcosa cambia.
Un romanzo che commuove, fa riflettere e coinvolge il lettore.
Se questo articolo della nostra Lorenza vi ha incuriositi non perdetevi la nostra recensione completa a questo link.

“Buio”
In “Buio”, Vera Buck ci porta nella Barbagia più remota, in un paese fantasma che sembra custodire un respiro trattenuto da decenni. Tilda, architetta tedesca in fuga da un passato che non smette di inseguirla, acquista per un euro una casa a Botigalli, luogo segnato da una strage del 1982 e da un silenzio che nessuno ha mai voluto davvero interrogare. La sua presenza riattiva una memoria collettiva fatta di sparizioni, omertà e paure mai del tutto sopite.
Il tema del rapimento attraversa il romanzo come una vena sotterranea: Buck evoca la stagione dei sequestri a scopo di estorsione che negli anni ‘80 e ’90 ha segnato tragicamente la Sardegna e il destino di molte famiglie italiane, trasformando il territorio in un labirinto di nascondigli, trattative e vite sospese. Ma in Buio il rapimento non è solo un fatto di cronaca: diventa metafora di sottrazione, di identità strappate, di comunità che hanno imparato a convivere con l’assenza.
Le sparizioni reali e quelle simboliche si intrecciano, mostrando come un luogo possa trattenere, inghiottire, reclamare. È in questa tensione che il romanzo trova la sua forza: nel raccontare un buio che non è solo mancanza di luce, ma memoria che non smette di chiedere conto.
Se questo articolo del nostro Domenico vi ha incuriositi non perdetevi la nostra recensione completa a questo link.
Al prossimo appuntamento con una nuova tematica tutta da scoprire.





